vicoli by night

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riportando tutto a casa

…sbirciavo pochi minuti fa una pagina facebook,  da nome evocativo de: “il coinquilino di merda”. La pagina raccoglie foto e racconti ai limiti dell’assurdo, fra coinquilini che ti lascano un biglietto con scritto: “grazie dei 50€, vado in stazione”, altri che trasformano la casa in un ostello per settimane ed altri ancora che impongono regole di convivenza che parrebbero rigide ad un convento di suore.

Più leggo queste storie più rido come una deficiente, e mentre rido mi interrogo sul mio “coinquilinaggio”.

Dopo circa un anno, posso senz’altro definirlo una gran botta di culo.

Sono personaggi strani, le mie coinquiline. Sono molto diverse da me, innanzi tutto. Se le avessi incontrate in facoltà probabilmente non me le sarei scelte come compagnia stabile; però funziona, in scala ridotta, come con i membri di una famiglia, che in buona percentuale mica si scelgono a vicenda.

Ogni tanto mi chiedo che cosa pensino loro di me, ma sono abbastanza impedita socialmente da non riuscire a chiedere una cosa del genere.

A volte mi mancano i miei amici, le solite persone con cui posso affrontare determinati discorsi e posso condividere altri interessi. Ogni tanto, poi, in occasioni assolutamente casuali, all’improvviso mi sento a casa. Boh.